MIG 675: il primo motoscafo alimentato completamente ad idrogeno

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Dopo i primi prototipi perfettamente funzionanti di automobili totalmente alimentate ad idrogeno, e dunque con impatto ambientale pari a zero e consumi praticamente nulli, ecco arrivare anche il primo motoscafo con motore ad idrogeno. Stiamo parlando del MIG 675 realizzato dalla francese Luxury.

Un piccolo motoscafo 3 posti che non si fa mancare nulla, e che grazie al suo rivoluzionario motore permette di compiere un passo importantissimo nella ricerca di soluzioni alternative ai combustibili fossili, senza rinunciare a prestazioni e qualità. Il suo particolare motore non ha nemmeno bisogno di effettuare rifornimenti, dal momento che la materia prima che gli permette di funzionare è proprio l’acqua sulla quale viaggia il motoscafo, che con uno speciale sistema la raccoglie per trasfrormala in combustibile.

Il motore ad idrogeno alimenta anche tutti i dispositivi elettronici della barca, come il modulo GPS integrato, un controller touchscreen da 10 pollici e un controller elettronico dell’ancora, oltre a fornire i 500 cavalli per una velocità massima di 70 miglia orarie (oltre 110 Km/h). Il MIG 675 misura 6,7 metri e pesa circa 1.300 Kg, con scocca in alluminio.

Il prezzo? 250.000€ per aggiudicarsene una. QUI potete consultare la pagina web ufficiale di questo rivoluzionario motoscafo.

2 risposte a MIG 675: il primo motoscafo alimentato completamente ad idrogeno

  1. Fabrizio Bartolomucci scrive:

    Di nuovo con questa bufala della violazione del terzo principio di termodinamica da parte dell’idrogeno. I motori ad idrogeno usano tale elemento come combustibile, l’acqua è invece il materiale di scarico; tuttavia l’operazione per ottenere idrogeno dall’acqua richiede molta maggior energia per l’elettrolisi necessaria di quanta ne generi combinandosi con l’ossigeno! Quindi di due l’una: o il motoscafo genera energia in qualche modo (solare?) e poi la usa per generare energia con la quale ricavare idrogeno dall’acqua da poi impiegare come combustibile, ma in questo caso si farebbe prima a non passare proprio per l’idrogeno ed utilizzare piuttosto direttamente l’energia solare; oppure l’idrogeno viene caricato sulla barca dopo averlo generato a terra utilizzando un generatore e molta energia, ma in quel caso l’acqua del fiume non gioca alcun ruolo, se non come ricettacolo dell’acqua residuale.

    Inoltre colgo l’occasione per ricordare che l’idrogeno è del tutto ecologico quando si combina con il solo ossigeno. Tuttavia se si combina con l’aria che contiene molti altri elementi, naturali o artificiali, esso è in grado di formare composti tossici a causa della sua estrema facilità di ossidazione. Quindi o ci si porta appresso anche l’ossigeno come faceva lo Shuttle andando incontro a possibili esplosioni terrificanti qualora i due materiali entrino in contatto a seguito di un incidente o altro; oppure si porta solo l’idrogeno, ma a quel punto solo il 42% di esso (due atomi di idrogeno per uno di ossigeno dove l’ossigeno è il 21% della composizione dell’aria) genererà energia combinandosi con l’ossigeno, mentre il resto si combinerà con altri elementi dell’aria per generare prodotti inquinanti ma praticamente nessuna energia.

    • andrea scrive:

      Tu probabilmente hai ragione, ma non siamo esperti di motori ad idrogeno, perlomeno non nel dettaglio. Per questo non possiamo fare altro che limitarci a prendere per buone le specifiche comunicate dalla casa madre, che parla esattamente di un motore/generatore ad idrogeno, come puoi vedere dal loro sito ufficiale. Inoltre non abbiamo nemmeno 250.000€ per acquistarlo e testarlo, quindi spero tu comprenda la nostra buona fede. Detto questo, in quali altre occasioni avremmo violato il “terzo principio di termodinamica da parte dell’idrogeno”?
      Più che criticare noi, la cosa migliore da fare è chiedere spiegazioni direttamente alla casa madre.

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