Svolta per Megaupload, il processo non s’ha da fare

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megaupload-sequestroIl processo della storia, in cui è imputato Kim Dotcom, il proprietario di Megaupload, uno dei più famosi siti internet per l’archiviazione e lo scambio di file, legali e non a quanto pare rischia di non farsi. Il motivo? Sarebbe la legge stessa. L’estradizione richiesta dall’Fbi per riportare il ragazzazzio negli Stati Uniti dalla nuova Zelanda, Paese in cui risiede attualmente troverebbe degli ostacoli in quanto mancano elementi forti che ne giustifichino l’accoglimento del ricorso.

Ad esprimere forti perplessità sul fatto che il processo si tenga realmente è lo stesso giudice che dovrebbe esprimersi in merito, Liam O’ Grady. Alla stampa ha dichiarato alcuni giorni fa: “Non so proprio se riusciremo mai ad avere un processo“. Megaupload funziona sotto la legislazione neozelandese e l’Fbi non ha potuto presentare le carte con le quali si accusa l’”azienda” di condotta criminale in quanto fuori giurisdizione.

Megaupload che ha sempre rifiutato l’accusa di pirateria sostenendo di mettere a disposizione degli utenti un servizio per la condivisione di materiale in maniera legale. L’utilizzo che se ne può fare può essere illegale, ma questo dipende dagli utenti e non da Megaupload. Si stima che il servizio abbia sotratto violando il copyright mezzo miliardo di dollari, totalizzando profitti per 175 milioni.

Da marzo Dotcom vive in libertà condizionata (dopo il pagamento della cauzione può muoversi in un raggio di 80 km) ma le sue sorti sembrano destinate a migliorare ulteriormente. A quanto pare non è nemmeno esluso che possano essere ripristinati i server rendendo tutto il materiale disponibile nuovamente (una ripulizia avverrà sicuramente). Seguiremo appassionatamente la vicenda!

 

 

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