In Russia primi passi contro la pirateria

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Russia, Isp contro la pirateriaDa sempre la Russia è considerata una baia protetta per quanto concerne la pirateria. Non è un caso che siano numerosi i siti illegali con estensione .ru. Da un po’ di tempo però anche le autorità sovietiche stanno premendo per un cambio di tendenza. I controlli si sono moltiplicati e molti siti sono stati resi inacessibili. Ora è l’ora di approvare delle leggi nuove che penalizzino chi usa la rete per violare il copyright.

Il modello che si vuole seguire è solo parzialmente simile a quello francese. La legge Hadopi come ormai sappiamo investe gli Isp di responsabilità circa le misure da adottare per filtrare il traffico, segnalare chi compie atti illeciti a cui può essere anche tolto completamente l’accesso alla rete per punizione. In Russia il modello vorrebbe tendere a creare una blacklist di siti “colpevoli” e procedere poi attraverso l’aiuto degli Isp a bloccarne l’accesso.

Ovviamente i service provider non ci stanno. Non sono d’accordo su un carico di lavoro ulteriore e in particolare l’azione oltre che costare molto, va a danno dei provider stessi che dovrebbero cominciare a fare il gioco del gatto e del topo con i loro stessi clienti. Una situazione difficile da risolvere e che solleva sempre più perplessità da parte del popolo della rete. Di mezzo c’è ancora una volta la net neutrality e il diritto di scambio.

Spetta ora alle autorità valutare il da farsi. La fase di consultazione terminerà a fine aprile, dopodichè il governo moscovita dovrà decidere.

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