Il P2P non legale in Usa perde consenso

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Il P2P non legale in Usa perde consensoE’ in calo il numero di affezionati dello scambio di file negli Stati Uniti. Forse per merito o per colpa di leggi sempre più severe, il popolo del web coinvolto in pratiche di “sharing“. E’ la società di ricerca Sandvine a mostrare le differenze tra Europa e Usa, sottolineando che nel vecchio continente il p2p rimane comunque forte.

Per fare un esempio, se lo scorso anno BitTorrent, il famoso programma per gestire i file Torrent totalizava il 17.3% del traffico online oggi a stento supera l’11%. In Europa le cose come già detto sono diverse, BitTorrent qui arriva tranquillamente al 20%. E-Mule sfiora il 10% posizionadosi in quarta posizione come client per il trasferimento di file p2p.

Le motivazioni che creano le differenze maggiori tra il trend europeo e statunitense sono probabilmente da ricercarsi nell’assenza di servizi così diffusi che permettano di usufruire di contenuti rapidamente a prezzi economici e soprattutto legalmente. Mentre questi servizi sopopolano negli Usa, in Europa sono ancora una minoranza.

Netflix negli Usa è riuscito a raggiungere il 32.9% del traffico totale, una meta che per l’Europa rimane ancora un miraggio.

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